Parco della Valle dei Templi di Agrigento


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Antiquarium delle Fortificazioni

Antiquarium delle Fortificazioni (Casa Morello)

“La città di Akragas…..differisce dalle altre città anche per le sue fortificazioni….” così Polibio inizia la sua descrizione della città nel noto passo delle sue Storie (27, 1-9), evidenziandone le peculiarità che rendevano unica e ammirevole la posizione della colonia geloa nel territorio circostante.

Come dice lo storico, “il suo perimetro è munito eccellentemente per natura e per arte; infatti, le mura si stendono su una roccia ripidamente intagliata e scoscesa in parte, in parte così per natura, in parte resa tale dalla mano dell’uomo; ed è circondata da due fiumi: a mezzogiorno scorre quello che ha lo stesso nome della città, sul lato occidentale e di libeccio quello chiamato Hypsas. L’acropoli sovrasta da lato che guarda l’oriente estivo, limitata all’esterno da un inaccessibile burrone e all’interno una sola strada vi accedeva dalla città. Sulla cima vi è un santuario di Athena e di Zeus Atabyrios, come anche a Rodi…"

La circostanza della disponibilità di un edificio demaniale, costituito dalla vecchia dimora padronale tradizionalmente nota come “Casa Morello”, in un’area particolarmente significativa della topografia e dell’urbanistica della città antica, ha suggerito alla Soprintendenza ai Beni Culturali di Agrigento la sua destinazione ad antiquarium delle fortificazioni greche. L’edificio, infatti, è ubicato sulle pendici sud-orientali della Rupe Atenea, sul ciglio del costone roccioso appena fuori le mura, presso la Porta I, prospiciente il vallone dell’Akragas e sovrastante il Santuario rupestre di Persefone, e nelle vicinanze del Tempio di Demetra presso S.Biagio. Si tratta, pertanto, di una sede ideale per una struttura didattica che illustri, con ricchi apparati documentari, non solo le fortificazioni agrigentine nel quadro della topografia della città antica e ne esponga i reperti più significativi rinvenuti negli scavi delle mura condotti recentemente dalla Soprintendenza e dal Parco Archeologico in vari tratti delle mura e nelle aree direttamente connesse (quartiere abitativo e artigianale della Rupe Atenea, santuari presso Porta I e Porta II), ma dedichi adeguati spazi alla presentazione documentaria delle opere difensive dei maggiori centri greci di Sicilia.




Testo: Valentina Calì

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