Parco della Valle dei Templi di Agrigento


Visualizza il sito nella versione Standard
» ita » eng » fra » rus » jpn » deu » esp » chn

1
2
3
4
5

Quartiere Ellenistico-Romano

Il Quartiere Ellenistico-Romano

Il quartiere ellenistico-romano messo in luce in contrada San Nicola è solo una parte dell'abitato dell'antica città, fondamentale per poterne comprendere l'organizzazione urbana. Di esso sono state portate alla luce circa venti abitazioni disposte su terrazzi degradanti e inserite secondo un regolare schema urbanistico in tre isolati (insulae), definiti dall'incrocio delle vie principali est-ovest (decumani) con le strade minori nord-sud (cardines).

Tale impianto ricalca quello tracciato tra la fine del VI e l'inizio del V sec. a.C. e gli assi stradali corrispondono rispettivamente alle plateiai e agli stenopoi di età greca; l'odierna Via Passeggiata Archeologica in alcuni tratti sembra riprodurre il percorso delle antiche strade.

Su un precedente impianto urbanistico di età tardo arcaica e classica (fine VI-V sec. a.C.) si è sviluppata nel II-I sec. a.C. l'organizzazione delle abitazioni la cui cronologia giunge sino al IV sec. d.C. Le tipologie abitative sono varie, come le case di tipo ellenistico con ampio cortile circondato da colonnato (peristilio) e le case di tipo pompeiano con atrio e vasca centrale per la raccolta dell'acqua piovana. La decorazione interna delle abitazioni è spesso pregevole: intonaci parietali dipinti si accompagnano a un ricco campionario di pavimentazioni a mosaico con elementi geometrici o motivi vegetali e animali.

Alle case è stato assegnato un nome convenzionale sulla base della tipologia architettonica, della decorazione interna o degli oggetti in esse rinvenuti (Casa del Peristilio, Casa dell'Atrio in cotto, Casa del Mosaico delle quattro stagioni, Casa della Gazzella, Casa del Maestro astrattista, Casa del Dioniso, Casa dell'Atleta, Casa delle Afroditi).

La frequentazione dell'area è proseguita fino al VII sec. d.C. quando, per motivi di sicurezza durante le incursioni arabe, l'abitato si arrocca sul Colle di Girgenti abbandonando la Valle.



Testo: Valentina Calì

[ Stampa questa pagina ]