Parco della Valle dei Templi di Agrigento


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Necropoli Romana e Tomba di Terone

Necropoli Romana e Tomba di Terone

La necropoli romana di Agrigentum si estende sulle pendici meridionali della Collina dei Templi fino alla pianura di San Gregorio e comprende anche il settore noto fin dal 1899 come "necropoli Giambertoni" situato sul pendio sottostante il Tempio della Concordia immediatamente a Sud dell'ingresso della grande catacomba comunitaria detta Grotta Fragapane.

Le sepolture sono generalmente riferibili ad epoca imperiale (I-III sec. d.C.) anche se certamente alcune di esse, in particolare quelle facenti parte della "necropoli Giambertoni", sono state riutilizzate in epoca paleocristiana (IV-VI sec. d.C.). Le tipologie funerarie attestate sono le tombe a fossa scavate nella terra, a cassa in pietra locale con copertura contrassegnata da stele a colonnina e i recinti sepolcrali forse destinati a famiglie.

Da quest'area proviene il sarcofago marmoreo di fanciullo decorato a rilievo con scene raffiguranti la nascita, vita, morte e compianto del piccolo defunto (II sec. d.C.).

Tra le sepolture della necropoli si distingue il monumento conosciuto come Tomba di Terone, che deve la sua denominazione ad una erronea tradizione e che non ha alcuna relazione con Terone, il tiranno di Akragas vincitore sui Cartaginesi a Himera nel 480 a.C. L'edificio consiste di due parti sovrapposte: in quella inferiore, costituita da un podio di forma quasi cubica con cornice modanata, vi era la camera sepolcrale, mentre la parte superiore era a forma di tempietto con colonne angolari di stile ionico sorreggenti una trabeazione dorica (restano l'architrave e il fregio di metope e triglifi) ed era decorato su ogni lato da una finta porta. Al di sopra è ipotizzabile l'esistenza di un terzo elemento, forse con terminazione a obelisco. I raffronti tipologici per l'edificio vanno ricercati nei sepolcri monumentali peculiari dell'area dell'Africa settentrionale, in particolare della Tripolitania, databili al II-III secolo d.C.





Testo: Valentina Calì

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