Parco della Valle dei Templi di Agrigento


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Santuario rupestre di San Biagio

Santuario rupestre di San Biagio

Dal terrazzo del tempio di Demetra, attraverso una scalinata incavata nella roccia, si giunge al sottostante santuario rupestre di S. Biagio (VI-V sec. a.C.), monumento che per la singolarità della sua struttura e l'oscurità della sua funzione suscita notevole interesse. Nella parete a picco dello scosceso crinale della Rupe Atenea si aprono due grotte, distanti poco più di due metri l'una dall'altra. Si tratta di due cunicoli di larghezza varia (da m. 1.70 a m. 3.50), che si addentrano quasi parallelamente per un tratto di m. 8 per poi congiungersi mediante uno stretto corridoio e per divergere nuovamente l'uno verso Nord-Ovest, l'altro verso Sud-Est. Le grotte furono trovate piene di busti e di statuette fittili di divinità femminili (Kore-Persefone), collocati nelle nicchie, nelle sporgenze e negli anfratti naturali delle pareti di roccia ma anche vasetti, databili dalla prima metà del V sec. alla fine del IV sec. a.C.

Nella stessa parete di roccia, a m.. 3.50 circa dalla grande grotta, è stato trovato lo sbocco di una galleria larga m. 1 ed alta m. 2 circa, percorsa da un acquedotto che raccoglieva l'acqua di una sorgente, convogliandola verso l'esterno. Addossato alla parete di roccia, dove si aprono le due grotte, si eleva la struttura principale del complesso: un edificio a pianta rettangolare allungata di (m. 12,30x3) in conci di arenaria squadrati, con le due pareti dei lati lunghi Est e Ovest inclinate all'interno, coronate da una semplice cornice. L'edificio rettangolare aveva una doppia serie di aperture in corrispondenza delle grotte.

L'interno era diviso in due piani, dei quali quello superiore era di passaggio alle grotte, mentre quello inferiore serviva per la raccolta dell'acqua proveniente dalla galleria-acquedotto attraverso un grande foro praticato nell'angolo di Nord-Ovest. Al santuario si accedeva attraverso un cortile limitato da un muro di peribolo con pilastri sulla fronte, al cui interno c’era un sistema di vasche comunicanti. Tale cortile presentava una pianta trapezoidale, che sembrerebbe derivare da un'originaria forma rettangolare alterata per rotazione verso Sud-Est del muro della fronte orientale a causa dello slittamento del terreno.



Testo: Valentina Calì

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