Parco della Valle dei Templi di Agrigento


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Flora e vegetazione

Flora e vegetazione

Il territorio del Parco si sviluppa su un'area di circa 1300 ettari, attraversato dai fiumi Akragas, sul lato meridionale, e Hypsas sul lato di occidente; a nord è delimitato dalla Rupe Atenea, su cui sorge l'attuale città di Agrigento, mentre a sud si affaccia, per un breve tratto, sul mare Mediterraneo. La millenaria azione dell'uomo ha operato una continua trasformazione di questo territorio creando un paesaggio, nel quale la presenza dei resti monumentali delle civiltà che l'hanno abitato si fondono e si integrano con una vegetazione tipica del paesaggio agrario europeo, caratterizzato dalla presenza di diverse specie vegetali arboree ed erbacee in coltura promiscua. Il mandorlo e l'olivo prevalgono sui seminativi e sui vigneti, mentre, in prossimità dei fondovalle e attorno ai fabbricati rurali, sono presenti giardini e orti familiari con numerose specie da frutto tra cui agrumi, fico, melograno, pero, pistacchio, carrubo, fico d'india, mirto, azeruolo, per citare le più comuni. Alcuni esemplari di olivo, mirto e carrubo, per maestosità e portamento nonchè per il contesto storico-culturale e paesaggistico in cui si trovano, sono stati censiti e catalogati come "Alberi monumentali" e inseriti nell'elenco de "I grandi alberi di Sicilia".

In prossimità dei fabbricati e lungo le strade sono presenti diverse specie vegetali, con funzioni ornamentali, che ormai fanno parte del paesaggio consolidato tra cui la palma, il pino, il cipresso, l'oleandro, l'agave, l'alloro, e numerose altre specie introdotte nel corso dei secoli, soprattutto dai conquistatori, prima, e dai viaggiatori dopo la scoperta delle Americhe. Nelle aree più impervie e nei terreni incolti è possibile osservare lembi di macchia mediterranea caratterizzati dalla presenza di palma nana, olivastro, alaterno, euforbia, lentisco, salsola ed artemisia, oltre a numerose specie erbacee annuali e poliennali come ampelodesma, sparto, timo, cappero, ferula per citare le più diffuse. In alcuni areali è possibile riscontrare anche specie rare di notevole valore scientifico come la Lavatera agrigentina, o "malvone di Agrigento" e Suaeda fruticosa che si sviluppa nel particolare ambiente della Valle dei Templi. Lungo i corsi d'acqua e nelle zone umide la vegetazione è caratterizzata dalla presenza di canne, salice, tamerici e altre specie riparali; tra i ruderi e nelle zone ombreggiate è frequente l'acanto.

Sin dall'antichità, la vegetazione della "Valle dei templi" ha affascinato gli scrittori classici come Diodoro Siculo (I sec. a.C.), il geografo Al Idrisi (1138), e altri. Questa particolare ricchezza di vegetazione, assieme alle magnifiche testimonianze dell'architettura greca rappresentate dai templi, spinsero, tra il XVIII e XIX secolo viaggiatori provenienti da diversi Paesi europei a visitare la Sicilia e a verificare le descrizioni degli autori classici: J.H.von Riedesel ( 1767), P. Brydone ( 1770), Swinburne (1777), Mùnter (1785) Friedrich Leopold conte di Stolberg (1794) , Goethe (1787) Charles Didier (1829), Laugel (1872), Frances Elliot Minto (Diary of an idle woman in Sicily, 1881), Gastone Vuillier (1896), Luigi Vittorio Bertarelli, per citarne alcuni. Essi rimasero meravigliati per la armoniosa bellezza di tutti gli elementi del paesaggio: i templi, il mare, i colori del cielo, la grande varietà di piante e i sapori dei prodotti della Valle. Più recentemente altri scrittori e artisti, tra cui Pirandello (I vecchi e i giovani), Lo Jacono e altri, hanno immortalato, attraverso i racconti e immagini pittoresche, alcuni ambienti e paesaggi caratteristici della Valle dei Templi dove la natura e l'archeologia si fondono in un sistema di grande valore ambientale, paesaggistico, scientifico e culturale.
 



Testo: Valentina Calì

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