Parco della Valle dei Templi di Agrigento


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Itinerario Paleocristiano

Itinerario Paleocristiano

Accanto al tradizionale e consolidato itinerario greco-romano, è stato da poco tempo rilanciato l’itinerario paleocristiano. L’importanza d’Agrigento e della sua diocesi in epoca paleocristiana è testimoniata dai cospicui resti archeologici e monumentali, che collocano la città e la sua diocesi, in una posizione di rilievo nella storia della Sicilia tardo-antica.

La diocesi agrigentina in considerazione dei dati topografici doveva confinare ad Occidente con il corso del fiume Platani, al di là del quale si estendeva il territorio della diocesi di Triocola; il confine orientale coincideva probabilmente con il corso del fiume Salso; e il confine settentrionale si arrestava quasi certamente a Nord di Castronovo. L’itinerario si sviluppa su tre percorsi: l’abitato, gli edifici di culto, e la necropoli. Con la tarda antichità l’abitato di Agrigento nel cuore della Valle mantenne invariato il carattere dell’impianto di età classica, ma è probabile che con l’avvento del cristianesimo, alcuni spazi subirono trasformazioni. A seguito delle aggressioni barbariche e piratesche da parte dei musulmani d’Africa, venne abbandonata la parte di abitato più vicina al mare. Comincia pertanto uno spostamento migratorio verso la zona della collina di Girgenti, in località Balatizzo dando vita ad un insediamento rupestre, tipico in Sicilia nell’età Bizantina. La casa tipo era composta da un atrio rettangolare che dava sulla strada, due piccoli vani intermedi e alle spalle un cortile quadrangolare, vicino questi edifici sono state trovate numerose cisterne scavate nella roccia, utili per la raccolta dell’acqua piovana.

Di grande interesse documentario sono gli edifici di culto e in particolare i templi idolatrici, che sul finire del VI secolo, come era uso comune, furono riadattati in strutture di culto cristiano, ipotesi confermata da un editto di Teodosio II, che nel 435 autorizzava la trasformazione dei templi in chiese cristiane. Il tempio idolatrico scelto fu sicuramente il Tempio della Concordia, probabilmente trasformato in una chiesa a tre navate dal vescovo Gregorio tra il 596 e il 597 d.C., ma che subi ulteriori trasformazioni anche nei secoli successivi. Ai piedi del versante orientale della Collina dei Templi a un centinaio di metri dal tempio della Concordia oggi sede dell’albergo Villa Athena si doveva trovare una chiesa con funzione cimiteriale. Di questa ci sono rimasti diversi frammenti oggi custoditi nell’Antiquarium Paleocristiano Bizantino di “Casa Pace”.

La basilichetta cimiteriale extraurbana (sec II-III d.C), detta anche Basilicola, di modeste dimensioni (m ..x.. ) è la più antica tra le chiese paleocristiane agrigentine. Costruita con grossi conci di arenaria locale cementati con malta, si presenta come un’aula rettangolare con un ingresso preceduto da un piccolo nartece. Gli studiosi concordano sia nata come martyrium, che era il luogo dove secondo la tradizione erano stati seppelliti i martiri Libertino e Pellegrino. La Valle è ricca di zone cimiteriali o necropoli risalenti agli albori del cristianesimo: si possono trovare circa 250 tombe a sepoltura singola o plurima, prive di corredo, all’esterno delle quali si è rinvenuto un ricco deposito costituito da vasellame da mensa in vetro e in sigillata, a testimoniare la consuetudine del pasto rituale e delle libagioni presso le tombe.

Si sono individuati tre nuclei cimiteriali utilizzati tra il III e IV sec. d.C.: il primo comprende diverse decine di tombe a Sud Est del tempio della Concordia e va probabilmente posto in relazione con la trasformazione del tempio in chiesa; un secondo nucleo si individua nell’area a Nord Est di Villa Aurea; un terzo nucleo infine comprende una serie di tombe sub-divo e ipogeiche. La necropoli più importante è la grotta Fragapane, in uso nei secoli V e VI d.C., che è il più vasto complesso catacombale agrigentino. La necropoli fa sistema unico con un vasto cimitero sub-divo a nord di essa. Merita una visita anche l’interessante complesso detto Giambertoni già necropoli romana, utilizzata anche in età paleocristiana forse fino al VI sec. d.C.. Interessanti da visitare sono anche gli arcosoli riconducibili all’epoca bizantina, che si trovano tra il Tempio della Concordia e il Tempio di Giunone.




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