Parco della Valle dei Templi di Agrigento


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Museo vivente del mandorlo

Museo vivente del mandorlo

Il Museo vivente del mandorlo è una collezione della biodiversità del mandorlo in Sicilia; una “ banca genetica” delle diverse varietà siciliane di mandorlo. E’ stato realizzato nel 1997 su iniziativa dell’Assessorato Regionale dei Beni Culturali e Ambientali e del Dipartimento di Colture Arboree dell’Università di Palermo e con il contributo della Provincia Regionale di Agrigento. E’ stato dedicato a Francesco Monastra, illustre studioso dell’arboricoltura, ed in particolare riguardo della coltura del mandorlo in Sicilia Si estende su una superficie di 5 ettari, nel “cuore”della Valle dei Templi di Agrigento, su terreni affidati al Parco, ai piedi della collina sovrastata dal tempio attribuito a Giunone Lacinia. Ospita circa 200 varietà di mandorlo provenienti dalle diverse province siciliane e raccolte con il contributo delle Unità Operative dell’Assessorato Regionale Agricoltura e Foreste. La principale finalità del Museo è quella di conservare in vita il patrimonio genetico delle antiche varietà di mandorlo molte delle quali rischiano di scomparire, sia per l’abbandono delle colture nelle colline dell’entroterra siciliano, sia per la introduzione di varietà provenienti da altre realtà agricole italiane ed europee.

Oltre alla conservazione della biodiversità, il Museo del Mandorlo ha anche la funzione di: studiare la diversità genetica del mandorlo in Sicilia, individuando quelle varietà che meglio si prestano a mantenere l’eccellenza qualitativa e gustativa della tradizione pasticcera siciliana; mostrare, con finalità didattiche, le tecniche colturali dell’agricoltura tradizionale dell’agrigentino; contribuire alla salvaguardia ed alla valorizzazione del paesaggio della Valle dei Templi fornendo opportunità per la sua conoscenza e fruizione al turismo culturale, ecologico e didattico. Si tratta di un paesaggio agrario storico che da secoli esercita – soprattutto in pieno inverno quando le precocissime fioriture di mandorlo annunciano, già a dicembre, la primavera – un grande fascino in quei visitatori, di numero sempre crescente, attenti non solo ai Templi ma al paesaggio che li conserva e li valorizza.

 



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